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Scritto da Administrator   
Martedì 03 Febbraio 2009 15:09
Nato a Modena il 25/5/1983 Maurizio Ceresoli comincia la sua carriera nel 2001 grazie ad un corso della Scuola Piloti di Henry Morrogh, regalatogli dal padre, che gli da modo di tramutare la sua innata passione per le auto in qualcosa di concreto.

 

L’esperto pilota-istruttore irlandese scorge una buona predisposizione nel giovane Maurizio, e lo sprona ad approfondire l’argomento, passando più tempo sulle Formula Ford 1600 che usa per i suoi corsi, stupito dalla velocità con cui il giovane ragazzo di Modena impara come sfruttare le potenzialità delle vetture, nonostante non provenga dalle schiere della grande scuola del Go-Kart come la maggior parte dei piloti attuali.

Le selezioni dei migliori allievi di fine anno 2001 lo vedono appena fuori podio, fra nomi già conosciuti nel karting e nelle formule minori, quindi i buoni presupposti vengono confermati.

Spinto dalla voglia di imparare e di applicarsi in una disciplina sportiva vista fino a poco prima solo come un sogno lontano e riservato ai pochi eletti protagonisti delle patinate pagine delle riviste specializzate decide di partecipare al campionato 2002, che concluderà in seconda posizione con diversi podi, una vittoria ad Imola ed alcune pole position.

L’anno successivo il passo più ovvio da compiere è la categoria immediatamente superiore, la Formula Ford 1800, ancora una categoria addestrativa quindi, ma che darà modo a Maurizio di scegliere cosa fare del proprio avvenire, facendo una grossa selezione su chi può procedere in questa carriera e chi no, appare il primo sponsor, che aiuterà non poco lo svolgersi della sua carriera.

Nel frattempo il giovane pilota di Modena, sotto l’occhio vigile della famiglia e di alcuni osservatori, si guarda intorno per decidere sul dafarsi, svolge svariati tests su altre formule minori e su auto da turismo passando più weekend possibili sui campi di gara, togliendosi belle soddisfazioni come vincere il trofeo Angelo Rossi con la BMW 2002 di Giuliani a Misano e mettere “in riga” piloti più blasonati ed esperti ai test pre-campionato con la 147 cup.

Tirate le somme, con non pochi sacrifici e un impegno assoluto Maurizio Ceresoli approda nel 2004 in Formula 3 con il team Passoli, la formula addestrativa per eccellenza, da cui sono usciti piloti del calibro di Ayrton Senna, Michael Schumacher e il 99% dei grandi nomi del circus della Formula 1.

La stagione richiede un grande impegno fisico, psicologico ed economico, infatti Maurizio acquista un go-kart con i propri risparmi e passa ogni giornata libera dagli impegni scolastici ad affinare la sua tecnica, impara a preparare il suo fisico grazie al tempo passato in palestra e concentrarsi per la gara successiva, in un campionato caratterizzato da nomi di alto livello come Ciompi, Vilander, Cressoni e Rugolo.

Conclude la stagione quinto, ma è convinto che per ottenere risultati ancora migliori sia necessario rimanere un altro anno in questa categoria.

L’anno successivo la posta in gioco si alza, Il team Ghinzani schiera Alex Muller, proveniente dal campionato europeo Formula 3 e già in ottica di formule maggiori,Corbetta schiera Luigi Ferrara ed appaiono Nocera ed Azzoli, solo questi piloti riusciranno a precedere il pilota modenese nel campionato 2005.

Spinto da un panorama di campionati italiani non appetibili agli sponsors, Maurizio Ceresoli alza ancora la posta in gioco e decide di partecipare all’ edizione 2006 del FIA WTCC, il campionato mondiale per auto di categoria turismo, un campionato molto appetibile per gli sponsors con visibilità altissima, spesso equiparata a quella della motoGP grazie alle dirette di Eurosport ed a una spettacolarità della gare che nemmeno la Formula 1 può vantare, dove dovrà confrontarsi con alcuni dei suoi connazionali più famosi, quali Alex Zanardi, Gabriele Tarquini e Nicola Larini, oltre al già pluricampione Andy Prialux, Alain Menu, Rickard Rydell ed agli altri grandi nomi di fama mondiale del campionato, piloti di grande esperienza e che già sanno come muoversi nel mondo del motorsport mondiale.

Le gare previste sono 10, ognuna suddivisa in due manches, negli autodromi piu famosi del mondo, da Monza a Magny Cours, da Curitiba in Brasile a Macao, Hong Kong, gare fatte di staccate al limite, contatti e sorpassi paraurti contro paraurti, nel puro stile del campionato.

La sua scelta cade sul team inglese Gr Asia,dove conta di poter apprendere tutto il possibile dall’esperto compagno di squadra Tom Coronel e segnare un buon piazzamento nella speciale classifica Yokohama Indipendent riservata ai piloti che non godono del supporto diretto delle case ufficiali.

Le sue speranze vengono ampiamente soddisfatte, conclude al 5° posto in questa categoria, vince in coppia col suo compagno di squadra il campionato squadre indipendent e viene nominato migliore rookie dell’anno 2006, mettendo da parte un’esperienza professionale che pochi della sua età possono vantare e affinando la terminologia inglese tecnica, ed aggiungendo al palmares soddisfazioni come il secondo miglior tempo assoluto nella gara messicana di Puebla.

Soddisfatto dell’esperienza, cerca di approdare in alcuni team ufficiali, i quali hanno in lista nomi ben più blasonati e non se la sentono di affidare un’auto ufficiale a un pilota con così poca esperienza, seppure palesemente veloce.

Il campionato 2007 parte quindi in ritardo, dopo aver perso le prime due gare ancora in trattative fra case ufficiali e team indipendent.

Incomincia quindi un campionato in salita, con 40 punti da recuperare e con avversari ancora più temibili di quelli dell’anno passato, infatti Colciago, pilota italiano con esperienza risalente al Superturismo Italiano degli anni ’90 si aggiunge alla lista, e anche Sergio Hernandez, pilota di GP2 è della partita, insieme a Tiago Monteiro, ex Formula 1.

Nonostante il livello degli avversari che a detta di molti è il più alto mai visto da quando il WTCC ha ottenuto questa denominazione, il giovane modenese ottiene un sesto posto in campionato, che non lo soddisfa completamente nonostante tutte le avversità del caso, e lo spinge a raccogliere le forze per impostare un programma 2009 mirato a mettersi in mostra in un campionato di prestigio.